Nico de Sanctis

Nico de Sanctis est né le 6 mars 1950 en Italie. Il vit aujourd’hui à Rivolta d’Adda en Lombardie.

Il a suivit un cursus à l’Académie des Arts de Padoue et de Venise sous l’enseignement d’artistes renommés comme Munari et Vedova. 

Ses premières expositions ont eu lieu à Milan, Vérone, Florence… Il a acquit une renommée internationale par sa création, maniant la prouesse technique au service de la fantaisie. 

En effet, il puise dans ses rêves et dans son imagination sans fin pour créer. Il cultive son originalité à travers ses créations symbolistes. Et met en scène des personnages fictifs ou réels, issus de la mythologie et de la poésie, multipliant les références fantastiques. 

« Nico de Sanctis accentra in sé la poetica del « mal fantastico » a scopo liberatorio con lo sguardo vagante fra i dubbi della ragione ed i mutamenti subliminali dei « punti di vista » immaginativi.
Un andare e venire, il suo, dal segno al sogno e viceversa che trova particolare affinità elettiva al riscontro degli antesignani « storici » più del fantastico che del surreale, comunque sempre all’insegna della partecipazione « metafisica » al farsi della realtà del mondo…
…Pur restando fedele all’impianto tradizionale dei modi di raffigurazione (es. l’immagine a fronte del referente testuale), egli riesce a padroneggiare abilmente un certo raptus segnico eludendo il rischio di concedersi al piacere illustrativo… »

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 “Nico de Sanctis embodies within himself the poetics of a wild fantasia, a libratory pursuit that frees his perspective, enabling him to wander between doubting reason and courting the subliminal mutations of imaginative points of view.

He goes back and forth between sketch and dream and vice-versa, finding a particular elective affinity in the confirmation of historical forerunners, more fantastical than surreal, yet always bearing the standard of metaphysical participation in the reality of the world as it constructs itself…

…While staying faithful to the scaffolding of traditional methods of representation (i.e. image juxtaposed on a textual referent), he succeeds in ably mastering certain frenzy in his art, while eluding the risk relinquishing himself to pure illustrative gratification. “

Miklos N. Varga

« …Oggi il surrealismo non è più un movimento a se stante. Esistono artisti le cui componenti principali sono l’onirico, l’inconscio, i simboli, gli archetipi. Nico de Sanctis appartiene a questi.
Egli svolge un discorso di cui il raccontare per immagini costituisce la spinta più evidente…
Egli evoca immagini con un disegno agile, svelto ma nondimeno sicuro (in cui il critico Alberico Sala ha visto un riferimento a Dufy) moltiplicando le apparizioni, le metamorfosi, gli esseri delle fiabe, gli scenari di storie strane, le mescolanze di personaggi veri ed inventati… »

« … Surrealism is now no longer a movement in its own right. There are artists whose main components are dreams, the unconscious, symbols, archetypes. Nico de Sanctis belongs to these. 

He principally carries out a dialogue through his images… He evokes images with an agile design, quick but nonetheless certain (in which the critic Alberico Sala has noted a association to Dufy) multiplying the apparitions, the metamorphoses, the beings of fairy tales, the scenarios of strange stories, the mixing of real characters and invented… »

Walter Schöenenberger

« …La pittura di de Sanctis non è merce di arredamento, né – per dirla con Borsato – pittore di serie C. Il guaio sta nel fatto che non è neanche pittura di serieA: vale a dire che non rientra nelle usuali classifiche, con relative etichette intercambiabili. Richiederebbe ad ogni tentativo di mediazione critica nei confronti del pubblico, un’approfondita disamina: è pittura « fuori serie ». Si muove nello sterminato territorio compreso fra Gioco e Sogno. De Sanctis semina simulacri onirico-ludici, fantasmi della memoria che affiorano da sereni remakes bagnati nella luce di un caleidoscopio fatto ruotare in dimensione atemporale. Per un’arte come questa servirebbero nuovi spazi di discussione, possibilità di confronto e dialogo, tanto tempo: merce rara in una città che somiglia sempre più alle altre. » (Venezia)

 

 “… The paintings by de Sanctis are not pieces of furniture, nor are created – as Borsato would say – by a third rate painter belonging to the C Series.  The problem is that its not even considered work belonging to the A Series.  It is hard to classify his work is deserving of a deep analysis every time; it’s in a series of its own. His painting comes from an immense borderless space embracing both play and dream. 

He disseminates imagery from memories softly immersed in light and reproduced in a kaleidoscope in a timeless dimension.

His kind of art requires new parameters of discussion, confrontation, dialogue and time: a rarity this day in age and in the cultural homogenisation we find ourselves in.”  (Venice)

Franco Batacchi